7 qualità di un chabot che piace

7 qualità di un chabot che piace

I chatbot non hanno le gambe, ma corrono tanto. Secondo un report di Grand View Research, il mercato degli agenti conversazionali toccherà il valore di 1,23 miliardi entro il 2025.

Numeri che si spiegano con la grande utilità che ha dimostrato lo strumento nell’aumentare le vendite e fidelizzare i clienti. Non è un caso se grosse compagnie lo utilizzano con grandi risultati.

In questo post ti raccontiamo due casi d’uso sorprendenti di grossi player del mercato che hanno scelto di utilizzare chabot all’interno della loro offerta e poi tracciamo l’identikit del chatbot perfetto.

Pizze “al volo”

Vuoi ordinare una pizza? Niente di più facile grazie al chat creato da Domino, la famosa catena di ristorazione americana. Cosa fa? Mostra la lista del menu, offre consigli su cosa ordinare. E soprattutto, impara i gusti di ogni singolo cliente, così da favorire quelli “abitudinari”, proponendo scelte sulla base delle loro preferenze.

Un altro chatbot, che rappresenta un caso di studio molto interessante, è quello ideato dalla compagnia aerea KLM Royal Dutch Airlines. Si chiama “BlueBot” e svolge più attività in parallelo. 1) Aiuta gli utenti a prenotare i voli. 2) Conferma la prenotazione e 3) Si occupa delle carte di imbarco.

Le qualità di un chatbot

Quando abbiamo progettato Laila siamo partiti da una domanda. Come deve essere un chabot che piace agli utenti ed è davvero utile?

Allora abbiamo tracciato un identikit per delineare “la testa e il cuore” di Laila. Un chabot per funzionare deve avere queste qualità. Deve essere:

  • Funzionale
  • Produttivo
  • Empatico
  • Stimolante
  • Olistico
  • Adattivo

Un chabot che possiede ognuna di queste caratteristiche è in grado di rispondere alle esigenze del cliente, stimolare la conversazione e adattarsi all’utente che lo utilizza.

E poi c’è un’altra caratteristica che sintetizza tutte quelle che abbiamo elencato: la trasparenza. Un chabot è trasparente quando l’utente che lo utilizza non sa più distinguere se si sta interfacciando a un essere umano o a un robot.

È proprio questo che intendiamo quando parliamo di “Human Touch, quel tocco umano che è alla base di Laila e che vogliamo diventi il valore distintivo tra il nostro chabot e gli altri sul mercato.

La sfida che ci siamo posti è complessa e stimolante allo stesso tempo.  In questo post ti raccontiamo come nasce Laila e quali sono i primi riconoscimenti che abbiamo ottenuto fino a oggi.