Come nasce Laila, il chabot dal cuore umano

Come nasce Laila, il chabot dal cuore umano

Osserva, studia e poi crea. Qualsiasi prodotto innovativo che nasce sul mercato, passa per queste tre fasi necessarie. La prima è l’osservazione di quello che c’è sul mercato, la seconda è lo studio di un modello alternativo e poi il suo sviluppo e lancio sul mercato.

Quando abbiamo pensato a creare un nostro chabot, siamo partiti dallo studio dei servizi di  chat online tradizionali, quelli che molti siti oggi usano per facilitare l’interazione con i loro clienti o potenziali.

L’esperienza ci è servita per capire due cose: la prima è che per rispondere alle richieste di tutte le persone che ci contattavano online, avremmo dovuto assumere un numero insostenibile di addetti al customer care. La seconda, che le richieste che venivano fatte si somigliavano spesso e avremmo così potuto creare dei modelli.

La partnership con l’Università

La sfida che abbiamo lanciato è stata dall’inizio molto ambiziosa: volevamo creare innovazione e non solo un nuovo chatbot da lanciare sul mercato.

Per farlo, abbiamo arricchito il team di sviluppo stringendo una partnership con il Signal Processing and Communication Research Group dell’Università della Campania, che è uno dei centri di eccellenza nello studio delle Intelligenze Artificiali in Italia.

È proprio da un confronto con il professore Francesco Palmieri e il suo team di lavoro, che si è sviluppato l’embrione di Laila. Insieme a loro, abbiamo analizzato i limiti di applicazione dei chabot sul mercato e cercato uno standard per rendere Laila davvero credibile agli occhi degli utenti.

Così abbiamo definito una terza via (ne parliamo qui) che rappresentasse un superamento dei modelli esistenti sul mercato. Da questa collaborazione è nato il cuore di Laila, la personalità del nostro chabot, che, grazie all’interazione tra diverse tecnologie nel ramo dell’intelligenza artificiale, sa imitare il comportamento di un essere umano.

I primi riconoscimenti

Laila è una startup oggi e ha bisogno di correre velocemente. Dopo il primo finanziamento di Invitalia – 400mila euro – abbiamo attirato l’attenzione della stampa di settore (qui un articolo di Startupitalia! che parla di noi.

Nel frattempo stiamo per lanciare una campagna di crowdfunding su 200crowd per rafforzare il team di sviluppo e lanciare Laila sul mercato.

Qui le soluzioni che abbiamo ideato.